Occhiali con focale regolabile autofocal
Novità 14.08.2019

Autofocal, gli occhiali smart per correggere la presbiopia

Buone notizie per chi soffre di presbiopia, arrivano infatti gli occhiali per la prebiospia intelligenti, in grado di correggere questo difetto della vista in modo particolarmente efficiente e riducendo al minimo i disagi. Si chiamano Autofocal, sono stati sviluppati dall’Università di Stanford e utilizzano una tecnologia molto avanzata, ma perché vengano messi in commercio c’è da attendere ulteriori evoluzioni del progetto realizzato.

Gli occhiali autofocali per la presbiopia

La presbiopia è quel difetto della vista che genera problemi di messa a fuoco da vicino. Si manifesta di solito intorno ai 40 anni e si corregge normalmente con occhiali progressivi. A differenza di questi ultimi tuttavia gli occhiali autofocali progettati a Stanford eliminano tutti i problemi di allineamento e di passaggio della messa a fuoco da una distanza all’altra. Gli occhiali autofocali sono infatti dotati di sensori di tracciamento oculare e di particolari lenti dette a focale variabile che sono composte da due membrane contenenti un liquido e che riescono ad assumere quindi spessore e curvatura diversi e adeguati alle esigenze di visione. I due dispositivi – sensori e lenti – sono ad alto contenuto tecnologico e, utilizzati insieme, permettono di spostare il fuoco contemporaneamente allo spostamento dello sguardo di chi indossa gli occhiali. Sia le lenti che i sensori erano invenzioni già note che tuttavia sono state tuttavia combinate dai ricercatori dell’Università di Stanford i quali hanno messo a punto un software in grado di combinare i due dispositivi e quindi di adeguare in tempo reale le lenti alla direzione dello sguardo e alla distanza dell’oggetto osservato.

Il prototipo

Al momento il prototipo, seppure quasi definitivo dal punto di vista del funzionamento visivo, risulta ancora abbastanza indietro per quanto riguarda la reale utilizzabilità. Alla principale criticità sono le sue dimensioni che risultano simili a quelle di un visore per la realtà aumentata: eccessive quindi per permettere un utilizzo continuo e giornaliero degli occhiali autofocali. Gli studiosi al lavoro sul progetto hanno fatto sapere che ci vorrà ancora qualche anno prima di riuscire a produrre un prototipo di dimensioni sufficientemente piccole e quindi accettabili da parte di un comune utente finale.